Le preghiere - Giacomo Gaglione - Apostolato della Sofferenza

Vai ai contenuti

Menu principale:

Le preghiere



Ave Crux



Ti adoro, o Croce santa, che fosti coronata dal corpo sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo preziosissimo sangue. Ti adoro  Croce santa, per amore di Gesù, messo in Croce per me. Ti adoro Croce santa, per amore di colui, che è mio Signore.

E l'ammalato quando la prega sente sempre ridestarsi nell'anima qualche cosa che piamente lo esalta. Se S. Paolo, infatti, ha potuto dire: "porto sul mio corpo le stimmate di Cristo", l'ammalato che porta,nel suo, tutto Cristo, e il Sangue prezioso lo tinge e sostiene, si sente di essere un poco, come quella Croce, innalzato da terra e sprofondato a salvezza fino nel purgatorio. Cristo è in esso, ed egli contro le fandonie dei greci e dei gentili, testimonia e prova la realtà dell'amore di Dio per le sue creature.

Adoriamo la Croce santa, dunque, e stringiamo al cuore la nostra se vogliamo vivere una vita che valga la pena di essere vissuta. Amiamo la croce ed essa sarà la stella che illumina la nostra vita, confortando altri, siccome è essa che trionfa nell'ora del pericolo: grazia e gloria, che fa ritrovare Gesù. Per ogni anima anelante al cielo, la Croce è certezza che ogni debolezza deve scomparire in una potenza di attività mai sognata.

Tutte le creature ragionevoli lo sanno; e chi soffre, moralmente o fisicamente che sia, lo sa meglio di tutti. Perché se un infermo può vivere sereno, quasi senza paura di poter soccombere agli assalti della natura corrotta e corruttibile, è perché è stato guarito dalle battiture sofferte da Gesù, è perché, per i meriti di Maria, alla quale egli lo affidò quale figlio sul Golgota, lo ha messo tanto  in alto che quasi non può essere toccato era debole ed è diventato forte. Era caduto ed è stato rialzato.

Era cieco ed è stato illuminato; era povero ed è stato arricchito, dove abbondò l'iniquità, sovrabbonda la grazia. E la Croce così, anche vista in un nostro simile, non fa più orrore, ma porta ovunque quella pienezza di vita che malgrado le grandi pazzie del mondo, si spande e addolcisce. Perciò, l'amore di Gesù, che è salvezza, obbliga ogni creatura, e ogni creatura soffre, per vivere della vita, della morte e del trionfo di Gesù.

Egli stesso la conforta. Egli stesso le affida la sua potenza. Essa per amore del suo  Signore, adora e benedice la croce nella propria croce, e  ne diffonde la gloria, forse, in un solo sorriso in una lacrima nascosta.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu